I brani riportati sono tratti da una antologia degli scritti di Charles de Foucauld.
L'antologia completa (100 brani significativi della sua spiritualità e della sua persona) è pubblicata nel numero 70/'98 della nostra rivista ed è anche scaricabile facendo click qui.
L'antologia, che non riporta le fonti dei brani, non ha carattere critico né storico, ma soltanto spirituale.

L'ideale delle Fraternità


Questo testo di padre René Voillaume, scritto nel 1948, descrive la vocazione specifica dei Piccoli Fratelli di Gesù, sulle orme di Charles de Foucauld. Oggigiorno  tale programma di vita si presenta come un invito per tutti coloro che desiderano “perdere la propria vita” a causa di Gesù e del Vangelo.

 

Piccolo Fratello di Gesù, vorrei aiutarti a realizzare ciò che il tuo nome racchiude di verità sulla tua vita e ciò a cui ti obbliga.


Padre de Foucauld ha molto amato questo nome e se l’ha scelto è perché esso esprimeva ai suoi occhi l’ideale di cui il suo cuore era colmo.


Fratelli di Gesù noi vogliamo esserlo con tutta la nostra vita. Ci siamo dati non ad un ideale per grande che sia, e neppure alla realizzazione di una perfezione per veridica che sia, ma ad una Persona viva, a un Dio che è, nel senso assoluto del termine, nostro fratello perché è anche uomo. Il Cristo Gesù riassume per noi tutta la ragion d’essere della nostra vita. Nostro scopo essenziale è l’apprendere a vivere in mezzo al mondo una totale e vera amicizia con Gesù. Lui è l’amato per primo, è per Lui che lavoriamo, per Lui che fatichiamo e soffriamo, ed è per rispondere alla chiamata del Suo amore che vogliamo restare delle ore ai Suoi piedi per amarLo, amarLo come nostro Dio, nostro Amico, nostro Fratello, come seppe farlo tanto bene padre de Foucuald.


Lo sforzo della nostra fede sarà diretto innanzitutto nel senso di un incontro personalissimo con il Cristo, sicuri come siamo di non perderci aderendo a Lui con tutto il nostro essere, abbandonando a Lui la nostra vita, a Lui che è la Via, la Verità e la Vita. È per questo che la nostra vita deve tendere a semplificarsi in un’unione con Gesù vivente, trovato nella fede, nell’Eucaristia, nel Vangelo e nei nostri fratelli; è qui che Egli risiede. Saremo completamente donati agli uomini per Lui; e se vogliamo condividere con loro, e specialmente con i più poveri, i più oppressi, con quelli trattati più ingiustamente, tutto quello che potremo delle loro preoccupazioni, delle loro fatiche e del loro lavoro, è perché vediamo davanti a noi Lui, il Figlio dell’uomo, l’Uomo per eccellenza e l’Uomo dei dolori, dappertutto presente in loro e in mezzo a loro. È sempre Lui che cerchiamo, che amiamo, con il quale vogliamo faticare e soffrire.

 

Piccolo fratello, è qui il nostro compito, il nostro ruolo, di essere lo “sguardo” dell’umanità presente, posato su Gesù, di essere il “permanente” in presenza di Gesù, delegato della folla che dimentica, e portatore davanti a lui della sua adorazione, delle sue domande, dei suoi lamenti e delle sue colpe. Dovunque tu sia, dimori vicino a Gesù. È a lui e a lui solo che dovrai continuamente ritornare, senza stancarti, nell’oscura ricerca del tuo amore, perché lui solo è la sorgente della tua vita.

 


   
[ INIZIO ]   [ NOTE ]




Vuotiamo, vuotiamo il nostro cuore di tutto ciò che non è la cosa unica. Nient'altro sia il nostro tesoro che Dio. Né il prossimo, né noi stessi, né i santi, né gli angeli, ne i principati, né le potenze; non attacchiamoci a nulla. A nulla diamo il nostro amore, di nulla facciamo il nostro tesoro.




Siamo, come lui, dei teneri consolatori, dei fratelli amanti di tutti gli uomini afflitti, di tutti gli uomini, ma di tutti, perché di tutti ha detto: «Ciò che voi farete a uno di questi piccoli, lo farete a me»





Silenziosamente, nascostamente come Gesù a Nazareth, oscuramente, come lui, «passare sconosciuto sulla terra, come un viaggiatore nella notte», poveramente, laboriosamente, umilmente, dolcemente.





Le parole della Scrittura ispirata da Dio valgono più delle parole nostre, e che a Dio non possiamo offrire nulla di più gradito, dopo il corpo di suo Figlio, che le parole che il suo cuore ha effuso dal cielo sulla terra, le parole giunte a noi dalle sue stesse labbra.